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Dopo la fine della guerra fredda e la dissoluzione dell'Unione Sovietica, dagli archivi, dalle biblioteche, ma soprattutto dalle confidenze personali di molti protagonisti della storia russa, emergono racconti sorprendenti. Li ha raccolti Armando Torno nel volume "Le rose di Stalin" pubblicato da Marietti 1820 (2020): l'autore ne parla con Rinaldo Gianola a BookCity2020. Stalin andava quasi ogni sera al Bolscioi, percorrendo un corridoio sotterraneo segreto. Spesso gli artisti ricambiavano la cortesia e si recavano al Cremlino. Tra essi una donna, Olga Lepeshinskaya, prima ballerina a Mosca dal 1933 al 1963. Il dittatore le portava delle rose in camerino, poi cenava con lei e le chiedeva di danzare.