Shimon è un calzolaio hassidico che cuce suole mentre sogna l’assoluto, lacerato tra la famiglia, la comunità e il richiamo a un’ascesa spirituale che diventa vertigine del sublime. Inseguendo la Shekinah – il luogo della presenza di Dio – intraprende un viaggio interiore oltre che geografico, dall’Europa orientale fino a Tiberiade e al Monte degli Ulivi. Sulle ali della Shekinah è un poema epico che attraversa la Bibbia, la mistica del Tiqqunei ha-Zohar (Correzioni dello Zohar) – il testo fondamentale della Cabala ebraica – e la tradizione hassidica con la tensione di un romanzo. Un’opera che non archivia il sacro ma lo rimette in gioco con inquietudine moderna. Ogni tappa del cammino si apre con una domanda senza risposta: il divino si raggiunge precipitando in se stessi o sporgendosi sull’oltre? La terra promessa è all’arrivo o è il percorso stesso? Un poema che parla di estasi e dubbio, una lettura postmoderna della ricerca di tutto il popolo di Israele e di ogni essere umano, continuamente diviso fra l’esilio e la terra promessa.
La prima traduzione integrale dei 293 Sermoni di Cusano: un punto di riferimento essenziale per un’adeguata comprensione del pensiero e della posizione unica che l’autore occupa nella genesi della cultura moderna. Attentamenterielaborati dallo stesso Cusano in vista della loro pubblicazione, i Sermoni sono veri e propri trattati filosofico-teologici, che consentono al lettore di entrare in contatto con i temi di fondo della speculazione cusaniana, alcuni dei quali vengono esposti in maniera anche più estesa e originale rispetto a quanto avvenga nella sua opera letteraria.
Mimmo Lucà è stata una personalità significativa del cristianesimo sociale italiano. Vicepresidente nazionale delle Acli, parlamentare della sinistra democratica, ha partecipato attivamente alla nascita dell’Ulivo e del Partito democratico. Nei Cristiano sociali dalla fondazione, con Ermanno Gorrieri e Pierre Carniti, è poi divenuto il leader del movimento fino alla decisione dello scioglimento. Le sue battaglie parlamentari per ampliare i diritti sociali, orientare il sistema di welfare in senso comunitario, rispondere ai bisogni di cura e di assistenza di chi è più svantaggiato, sostenere l’associazionismo e ridefinire il ruolo dei patronati hanno prodotto riforme di rilievo. Un impegno appassionato e competente che ha dato concretezza alla scelta di campo compiuta da credente, in fedeltà alla Costituzione e al Concilio. Nella sinistra è stato un attore originale, e talvolta scomodo. Si è battuto per rinnovarla nella cultura, renderla plurale, più vicina agli ultimi, più coraggiosamente europeista. La coerente laicità si è coniugata con la convinzione che la fede religiosa, nel cambiamento d’epoca, possa contribuire a tenere insieme libertà ed equità, economia e solidarietà, diritto e uguaglianza sostanziale.Un convegno nazionale a lui dedicato, promosso dalla Fondazione Achille Grandi e dalle Acli, è stato l’innesco dei saggi che qui pubblichiamo. La testimonianza di Lucà, le sue idee, il suo impegno sociale e politico costituiscono un’eredità tuttora vitale, che può essere investita nel futuro.
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